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ISRAELE
La nostra chiesa è caratterizzata da un intenso amore per Israele, il popolo speciale di Dio per sempre (1Cro.17:22). E’ un amore che è cresciuto nel corso degli anni, insieme ad una maggiore comprensione del piano di Dio e della pedagogia da Lui seguita nei riguardi del Suo popolo. “Sì, io ti amo di un amore eterno … l’amore mio non si allontanerà mai da te” (Ger.31:3; Is.54:8,10), dice il Signore a Israele. Dio ama Israele di un amore eterno e desidera che la Sua Famiglia, la Chiesa, faccia altrettanto.
Purtroppo, ci sono ancora troppi cristiani e chiese che avendo sposato la perversa teologia della sostituzione (la quale insegna che la Chiesa ha sostituito Israele in modo totale e permanente nel piano di Dio), si oppongono al ritorno dell’antico popolo di Dio nella sua terra. Quando non sono apertamente contrari, sono totalmente indifferenti. Tale teologia è stata una delle cause, se non la causa principale, dell’antisemitismo, della cultura del disprezzo, delle persecuzioni, dei pogrom (massacri) nel corso dei secoli e della Shoah, provocando la morte di almeno 20 milioni di Ebrei in 2000 anni.
Una Chiesa ignorante del piano e dei propositi di Dio, dopo aver derubato Israele delle sue promesse, è divenuta presuntuosa e di conseguenza superba e persecutrice. Proprio la superbia, l’ignoranza e la presunzione sono i tre peccati dai quali l’apostolo Paolo mise in guardia i cristiani gentili nel loro rapporto con i Giudei.
“20 Bene; essi (i Giudei) sono stati troncati per l'incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. 21 Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. 22 Vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso. 23 E anche essi, se non perseverano nell'incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo. 24 Infatti, se tu sei stato tagliato dall'olivo per natura selvatico e innestato contro natura nell'olivo domestico, quanto più costoro, che sono rami naturali, saranno innestati nel proprio olivo. 25 Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili” (Ro.11:20-25).
Consapevole di questo triste retaggio, la nostra chiesa insieme ad altre comunità cristiane italiane sta lavorando per ridonare a tutta la Chiesa italiana la giusta prospettiva biblica riguardo a Israele. A questo scopo essa è parte dell’associazione Evangelici d’Italia per Israele (EDIPI), la quale si propone come interlocutore privilegiato nei confronti del mondo ebraico per coinvolgere le chiese evangeliche italiane nel progetto profetico di Dio, evidenziando in Israele la radice del Cristianesimo e nella Chiesa il ramo innestato in questo ulivo naturale. Il servizio che offriamo alla Chiesa è quello di promuovere la corretta comprensione del Cristianesimo da una prospettiva ebraica, persa nel corso dei secoli per le infiltrazioni di culture estranee e in antitesi al contesto biblico.
In breve ecco i nostri SCOPI E FINALITA’:
- Offrire ai cristiani una corretta informazione circa
- il ruolo di Israele nel progetto di Dio.
- le radici ebraiche della nostra fede.
- Rendere consapevole la Chiesa del rapporto che esiste tra la teologia della sostituzione e il pregiudizio antisemita e promuovere il ravvedimento e la richiesta di perdono.
- Sostenere l’Aliyah (il ritorno alla terra d’Israele), convinti che Dio ha assegnato per sempre ai figli di Giacobbe la terra promessa, in vista della completa restaurazione di Israele.
- Offrire accoglienza, incoraggiamento e aiuto materiale e spirituale a Ebrei, messianici e non.
- Far riscoprire alla Chiesa l’ebraicità di Gesù e rendere accessibile al popolo d’Israele il messaggio di Yeshua il Messia.
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