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DISCEPOLATO
Quello che troverete scritto è una sintesi di ciò che noi come chiesa facciamo e insegniamo riguardo al discepolato; spero di rendere giustizia al lavoro che svolgiamo, ma chiunque volesse approfondire ulteriormente tale conoscenza o semplicemente fare domande può contattarci.
Il discepolato è una condizione prima ancora che un percorso, la stessa essenza del cristianesimo che vuole rigorosamente come suoi membri dei discepoli e non semplicemente dei credenti.
Nel corso della storia e in particolare negli ultimi decenni, la chiesa ha sviluppato una serie di sistemi e tecniche il cui scopo sembra essere non tanto quello di introdurre le persone nella chiesa, quanto il fare in modo che una volta entrate non ne escano più. La paura del giudizio di Dio, la sana dottrina, la sottomissione, ecc. sono tra gli argomenti usati per dissuadere le persone dall’essere riassorbite dal mondo. La cosa può sembrare motivata da sani principi pastorali, atti a proteggere le persone dalle tentazioni, ma a volte purtroppo si rivela essere il vecchio gioco di potere dei leader e delle chiese stesse che considerano l’andarsene delle persone come un proprio fallimento; se invece le persone rimangono, è segno di successo, e non importa se sono lì non per amore di Gesù ma per paura del giudizio di Dio o per sottomissione o altro ancora. Curiosamente, Gesù non ha mai trattenuto nessuno con minacce o ricatti emotivi, ma chi rimaneva lo faceva perché aveva riconosciuto in Lui parole di vita. La parabola del figliol prodigo è uno degli esempi della libertà e del sano insegnamento.
La libertà è il più grande dei beni che impariamo a gestire e a insegnare, portando le persone a scoprire che la vera libertà è nella Sua volontà.
Noi non siamo liberi dal farci influenzare, ma siamo liberi di decidere da chi o cosa farci influenzare. Se noi priviamo le persone della libertà di scelta, ci poniamo alla stregua del mondo che fa lo stesso per dominare sull’uomo. Il discepolato deve rendere le persone consapevoli e responsabili del loro cammino che le porterà, attraverso due stadi di crescita, a realizzare l’ambito del proprio ministero laico e lì impegnarsi a servire Dio. Per qualcuno ci sarà poi una chiamata specifica a servire la chiesa nell’ambito di uno dei cinque ministeri.
- Con la conversione e il battesimo, le persone non vengono solo introdotte nella chiesa universale, ma anche nella chiesa locale con gli incontri di celebrazione domenicale e quelli infrasettimanali (chiesa in casa). Durante gli incontri infrasettimanali si ricevono i primi insegnamenti, la cura pastorale di primo e secondo livello, e si pongono le fondamenta del cammino personale tenendo conto dei talenti e dei doni sia umani che spirituali, che le persone saranno stimolate ad esprimere fin da subito.
- Dopo un periodo di frequenza costante alle attività sia domenicali che a quelle della chiesa in casa (incontri infrasettimanali), il credente potrà essere proposto dal proprio responsabile per il discepolato consapevole, che porterà la persona in una fase di approfondimento e di cura personale. Un discepolatore lo seguirà passo passo nella crescita spirituale e in quella umana e spazierà all’interno di un programma predefinito ma elastico, che si modellerà sulla vita stessa del credente.
La scelta sia dei discepoli che dei discepolatori viene fatta all’interno della chiesa in casa di appartenenza, dove un credente con una buona esperienza o lo stesso responsabile seguiranno le persone ritenute idonee, le quali troveranno nella propria chiesa in casa il luogo privilegiato in cui misurarsi e mettere a frutto i principi appresi durante il percorso. L’impegno ha una durata annuale e segue il calendario scolastico (settembre/giugno), senza essere tuttavia vincolante, al punto che potrà capitare che alcune persone partecipino al corso per più di un anno. Ciò può dipendere da vari motivi tra cui le capacità della persona, il tempo da dedicare al percorso, il tipo di opera necessaria alla sua formazione ecc.
Un sabato al mese si tiene presso i locali polivalenti della Chiesa di Cristo Re, una giornata di approfondimento, confronto e valutazione di tutti i discepoli e tutti i discepolatori con argomenti comuni, mentre durante la settimana il discepolatore di riferimento tiene incontri sia privati che di gruppo con i suoi allievi, con i quali tratta argomenti ed approfondimenti in sintonia con il cammino e le esigenze di ciascuno.
Il numero dei discepoli per ogni discepolatore varia a seconda del tempo che si può investire, non siamo vincolati tanto dal numero quanto dal buon senso. La selezione è fatta sulla base della disponibilità dei credenti, in quanto non si tratta di un gruppo di élite, ma è piuttosto il percorso che a nostro avviso ogni singolo credente è chiamato ad intraprendere.
L’obiettivo è quello di formare Suoi discepoli che sappiano fare altrettanto con altri e via di seguito. Potremmo così avere la gioia di suscitarne alcuni che abbiano una chiamata più grande della nostra, come accadde a Giovanni il Battista con Andrea e Giovanni.
LINEE GUIDA
Consapevolezza
Ogni discepolo è posto nelle condizioni di comprendere che con Dio non ci sono “sottointesi” e che i ruoli di chi impara e chi insegna devono essere chiari, accettati e rispettati. Solo se sono consapevole che Dio mi può discepolare attraverso uomini che Egli ha scelto, vedrò il miracolo di ricevere al di là dei loro limiti.
Eredità
Noi vogliamo lasciare ai nostri discepoli un’eredità non vincolante che essi potranno decidere di sperperare o reinvestire rendendola ancora più ricca e ampia, rimanendo liberi di rispondere a Dio indipendentemente da noi.
Apprendistato
A discrezione dei discepolatori, i discepoli vengono invitati a seguirli, dove possibile, nelle varie attività (pastorali, predicazione, insegnamento, esorcismi, cura d’anima ecc.).
Un particolare importante è che i discepoli vengono messi tutti nelle condizioni di vedere, all’interno della vita familiare dei loro discepolatori, la coerenza con ciò che viene loro insegnato intessendo con lui e la sua famiglia un rapporto amichevole e intimo. … “Gesù,voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «che cercate?» Ed essi gli dissero:«Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» Egli rispose loro:«Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno…” (Gv.1:38-39)
Rendiconto
Viene insegnata ad ogni allievo l’importanza di confrontarsi su ciò che vive, allo scopo di non limitare l’azione del discepolato alla sola vita religiosa. Ognuno è chiamato a render conto di volta in volta di ciò che ha fatto o insegnato (“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato” Marco 6:30) dando modo al discepolatore di individuare la necessità di un elogio, una correzione o un approfondimento.
Insegnamento
Discepolato non è “scuola Biblica” nel senso comune. Oltre alla formazione biblica di base, che riveste indubbiamente un ruolo importante, forniamo ai discepoli una serie di chiavi di lettura che permetta loro di tradurre ciò che imparano in “parabole” vicine al linguaggio moderno e in vita pratica. Ciò avviene sia attraverso lo studio della Parola sia grazie al rapporto con i rispettivi discepolatori.
E’ di fondamentale importanza per noi insegnare ai nostri discepoli che l’approccio alla Parola di Dio deve essere in primo luogo letterale, poi nel contesto e solo alla fine nell’interpretazione, altrimenti ogni versetto estratto dal contesto può divenire un pretesto.
Gioco di squadra
Crediamo che l’individualismo non sia ammissibile all’interno del cammino di discepolato né nella Chiesa. Per il resto insegniamo che l’unico modo per limitare i danni ed aver il maggior risultato, è cogliere la ricchezza del muoversi in squadra.
Spirito e Anima
Il saper distinguere con la maggior chiarezza possibile ciò che è spirituale da ciò che viene dall’anima, è una delle sfide più importanti a cui siamo chiamati a dare chiare risposte, considerando, per esempio, il filo sottile che divide una manifestazione demoniaca da una crisi isterica: non si può vedere il diavolo dappertutto, ma neanche ridurre tutto a problemi psicologici. Per questo motivo, stimoliamo e insegniamo ai discepoli a ricercare lo Spirito Santo e i Suoi doni, specialmente quando hanno a che fare con la vita degli altri, e cerchiamo di fornire loro delle conoscenze di base circa alcune tematiche psicologiche affinché siano in grado di affrontare le proprie problematiche e quelle degli altri. Solo avendo visto la moneta vera, si può distinguere quella falsa.
Ministero
Non necessariamente tutti quelli che frequentano il corso entreranno nel ministero ordinato o avranno ruoli di governo nella Chiesa. Lo scopo è principalmente quello di fare discepoli che sappiano muoversi nel ministero laico e solo in secondo luogo, se vi saranno persone che manifesteranno chiaramente una chiamata, si procederà ad indirizzarle verso il ministero affiancandole, se possibile, a chi ne ha uno simile (“Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro” Proverbi 27:17), pastore formerà pastore, insegnante formerà insegnante, ecc.
- A questo punto, come detto sopra, potranno emergere dai discepoli veri e propri ministeri o diaconi che, proprio per i requisiti emersi nel discepolato, saranno introdotti nella scuola di formazione al ministero, dove riceveranno una formazione legata sia all’aspetto generale che alla specifica chiamata. Saranno inseriti man mano nelle varie responsabilità della vita ecclesiale per preparare loro e la chiesa ad accogliere la loro ordinazione, che non deve necessariamente avvenire dopo decenni di formazione. A questo punto potranno svilupparsi nei futuri ministri capacità specifiche che li introdurranno nel terzo livello della cura pastorale della Chiesa.
Cura Pastorale in 3 livelli
Per spiegare in modo semplice il processo dei 3 livelli, utilizzeremo l’esempio di un ospedale. Quando le persone arrivano a Cristo, è come se entrassero in un ospedale dove la prima realtà che incontrano è il pronto soccorso. Dopo aver ricevuto le cure personali, il discepolato di primo livello (chiesa locale e chiesa in casa) le forma a diventare dei buoni infermieri che sanno affrontare piccole problematiche e apportare cure di primo livello. Successivamente, chi entra nel discepolato consapevole viene preparato a curare patologie più serie che richiedono una cura protratta nel tempo, ecco la cura di secondo livello che è fatta dai ministri o dai responsabili preparati in quel senso. Andando avanti troviamo gli specialisti che sono preparati in modo specifico e non solo generico, ed ecco la cura di terzo livello dove a problemi specifici vi sono ministri preparati per quello, ad esempio l’esorcismo e la cura dell’anima hanno bisogno spesso di persone chiamate e preposte in tal senso da Dio.
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